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Tuesday, 23 September 2008
8 miliardi di euro di tagli in tre anni. Quasi 100mila insegnanti in meno, 43mila di personale tecnico-amministrativo. La scuola passa da settore strategico a solo capitolo di spesa. Con conseguenze disastrose.
Le famose “3 i” – Inglese, Internet, impresa – del piano per la scuola di Berlusconi diventano con il governo della destra tre aggettivi per descrivere la scuola che vogliono introdurre:
Impoverita
- Tagli di 8 miliardi di euro nel triennio 2009/2011
- Riduzione di 87mila docenti e 43mila di bidelli e personale tecnico e amministrativo
- 4mila istituti scolastici a rischio soppressione, soprattutto nei piccoli comuni e nelle isole
Invecchiata
- Turnover bloccato: escono i precari più giovani
- Ritorno alla didattica del passato con il maestro unico alle elementari: una società complessa richiede più stimoli all’innovazione
Inadeguata
- Ritorno al maestro unico, riduzione del tempo pieno e prolungato e uscita dei bambini dalle scuole alle 12,30
- Riduzione del numero di insegnanti di sostegno per i bambini disabili
- Aumento delle tariffe per le scuole dell’infanzia, le mense e il trasposto scolastico.
- Meno servizi scolastici fondamentali
- Maggiore difficoltà di integrazione per i bambini migranti e rom
Non c’è nessuna ispirazione strategica dietro queste scelte, ma solo drammatici effetti. Con i tagli della cura Tremonti-Gelmini, non ci sono le possibilità di mantenere gli standard, ponendo così fine ad un’esperienza educativa e sociale importantissima. La destra ha deciso di affrontare i problemi della scuola con la politica degli slogan e degli annunci. Per trasformare la scuola serve invece una politica seria, che faccia dell’istruzione una risorsa, non un problema o un capitolo di spesa. Nel merito e nella formazione sta il futuro del nostro Paese. Società della conoscenza e diritto allo studio non sono solo parole, ma obiettivi da raggiungere.
Queste sono le proposte del PD per riqualificare la scuola:
- Realizzare il patto educativo tra le scuole, le famiglie e gli studenti e approvare in Parlamento nuove norme sugli organi collegiali della scuola
- Valorizzare le professionalità degli insegnanti, adeguando gli stipendi in base al merito e stabilendo un piano straordinario e permanente di aggiornamento
- Azzerare il precariato e introdurre nuove norme di accesso all’insegnamento
- Riorganizzare gli organici del personale in base alle necessità di ogni singolo istituto
- Potenziare l’autonomia scolastica
- Attivare un sistema di valutazione di tutte le istituzioni scolastiche
- Rendere operativo l’obbligo di istruzione a 16 anni per ridurre a zero la dispersione scolastica
- Procedere con il riordino degli istituti tecnici e professionali
- Promuovere una scuola più aperta, integrata con il territorio di appartenenza, che sostenga più cultura, alfabetizzazione informatica, sport, attività sociali e volontariato
| Last updated ( Tuesday, 23 September 2008 ) |
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